Il farmaco peggiore del male
La crisi finanziaria in atto ha fatto supporre che il mercato abbia smesso di funzionare. Ma non è così. E’ vero che ci sono banche che sono andate fuori mercato e che in Europa sono state salvate violando le regole sugli aiuti di stato. Ma c’è anche la contesa, fra soggetti finanziari dotati di mezzi e di voglia di fare finanza, per assicurarsi portafogli e clientela di istituti in dissesto. Leggi La crisi non va piano

La crisi finanziaria in atto ha fatto supporre che il mercato abbia smesso di funzionare. Ma non è così. E’ vero che ci sono banche che sono andate fuori mercato e che in Europa sono state salvate violando le regole sugli aiuti di stato. Ma c’è anche la contesa, fra soggetti finanziari dotati di mezzi e di voglia di fare finanza, per assicurarsi portafogli e clientela di istituti in dissesto.
Come dire che il mercato sta trovando nuovi equilibri. Infatti si è aperta una battaglia, che alcuni definiscono epica, fra Citibank e Wells Fargo (che l’ha spuntata), per le spoglie di Wachovia, per cui Citi ha fatto causa chiedendo un risarcimento danni da miliardi di dollari. In Europa Bnp ha rilevato il 75 per cento delle attività bancarie di Fortis e il 100 per cento di quelle assicurative in Belgio per 15 miliardi di euro. Nove miliardi si basano su un concambio di azioni delle entità acquisite. Ciò significa che Bnp non reputa che si tratti di spazzatura e che l’espansione in Belgio, per il suo azionariato, è un beneficio maggiore dell’onere di avere come socio il governo belga con l’11,6 per cento.
D’altra parte la caduta in Borsa del titolo di Unicredit, stando a rumors tutti da verificare, è dipesa da operazioni speculative compiute anche nell’interesse di gruppi che ne vorrebbero il controllo per assicurarsi le attività nei paesi dell’est d’Europa. Comunque i soci bancari hanno resistito sottoscrivendo un prestito obbligazionario e un aumento di capitale in cambio del dividendo.
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